Fallimenti famosi: quando fallire è la spinta verso il successo [RACCOLTA DEFINITIVA]

Fallimenti famosi: la raccolta definitiva

Dopo aver racchiuso in un unico post le 30 frasi sul fallimento, in questo articolo troverai invece la più grande raccolta di fallimenti famosi.

Si tratta infatti di un articolo in continua evoluzione, in cui ho deciso di raccogliere le storie di fallimento e insuccesso di personaggi famosi (in svariati campi e discipline), che sono considerati icone di successo!

Essendo in continua evoluzione, mi piacerebbe ricevere i contributi di tutti i lettori. Se ti va, segnalami anche tu nei commenti i fallimenti famosi che non sono riportati nell’articolo, e provvederò ad aggiungerli! 😉

Ma perché insisto tanto su questo tema? Fallimento e successo all’interno della stessa frase non dovrebbero rappresentare un ossimoro?

Letteralmente, lo sono. Tuttavia, pensi davvero che le persone di successo non siano mai incappati in sonori e, talvolta, disonorevoli fallimenti? Quelli che, appunto, sono passati alla storia come fallimenti famosi.

Ovviamente, non è realistico. A questo proposito, una delle mie illustrazioni preferite è quella dell’illusione dell’iceberg:

fallimenti famosi

La metafora dell’iceberg: cosa c’è dietro il successo

Questa immagine rappresenta alla perfezione il messaggio che mi piacerebbe trasmetterti con questo articolo!

Il successo, qualsiasi forma prenda – realizzazione personale, professionale o entrambe 🙂 – è solo la punta dell’iceberg. E’ solo ciò che la gente vede da fuori.

In realtà, dietro tale successo si nasconde ciò che dall’esterno non si vede: duro lavoro, disciplina, sacrifici e fallimenti!

Insisto molto su questo tasto perché viviamo in una società che considera il fallimento e l’insuccesso come qualcosa di profondamente negativo, qualcosa di cui vergognarsi.

In realtà, dovremmo tutti entrare nell’ottica che fallire è salutare per raggiungere gli obiettivi. Imparando dall’insuccesso, si accumula esperienza per aggiustare il tiro e centrare il bersaglio al tentativo successivo.

Non mollare i tuoi buoni propositi alla prima difficoltà, al primo fallimento. Questo è esattamente una delle 5 ragioni per cui non riesci a raggiungere i tuoi obiettivi.

Ricorda, quello che distingue le persone di successo dalle persone che si arrendono, è la capacità di reazione al fallimento. Una delle mie frasi motivazionali preferite a riguardo è:

La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento

Fallimenti famosi: la raccolta definitiva

Nel mio percorso di crescita personale Costruisci la tua storia di successo, riprendo spesso questo tema. Propongo un esercizio pratico per esorcizzare la paura innata del fallimento, e dimostrare che “chiusa una porta si apre un portone”.

L’esercizio funziona più o meno così, se ti va provalo subito prima di scoprire le storie dei fallimenti famosi! 😉

  1. Pensa a due/tre eventi o situazioni che hanno rappresentato per te una delusione o un fallimento nel corso della tua vita, professionale o personale.
  2. Ora, prova a trovare uno o più aspetti positivi (nel medio-lungo periodo) che tali eventi hanno avuto sulla tua vita. Se nell’immediato hanno rappresentato una cocente delusione, quali opportunità ti hanno aperto successivamente
  3. A questo punto, per ogni fallimento/insuccesso che hai evidenziato al punto 1, scrivi l’insegnamento positivo che ne puoi trarre e liberati dai fantasmi del passato!

Sei riuscito a trovare il lato positivo e a convincerti del fatto che esistono solo fallimenti temporanei, niente di definitivo e irreparabile?

Prima di passare alla carrellata di fallimenti famosi, se hai trovato utile l’articolo fin qui, condividilo con i tuoi amici sul tuo social preferito!

E ora, partiamo con la carrellata!

Steve Jobs

Come non cominciare la nostra carrellata di fallimenti famosi da uno degli uomini più conosciuti e di successo dei nostri tempi!

Della vita di Steve Jobs, considerati i libri e i film che ci sono stati propinati in abbondanza soprattutto dopo la sua morte, sappiamo ormai tutto!

Il più grande insuccesso di Jobs si può considerare il suo allontanamento da Apple nel 1986. L’uomo che era stato in grado di rivoluzionare l’era dei computer, fu licenziato dalla sua stessa azienda!

Un brutto colpo per chiunque, che avrebbe potuto costare caro all’intera umanità! Infatti, cosa sarebbe successo se Jobs si fosse lasciato deprimere da quell’avvenimento, magari decidendo di cambiare lavoro, paese, vita?!

Di sicuro, non avrebbe potuto riprendere in mano le redini dell’azienda nel 1997. Senza il suo geniale fondatore, Apple era in forte crisi e Jobs fu pregato di tornare al suo posto di comandante in capo!

Come sono andate a finire le cose dopo il suo ritorno, lo sappiamo…

Nel famoso discorso all’università di Stanford, uno tra i più celebri discorsi motivazionali di sempre, ricordando quel periodo Steve Jobs affermava:

Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Ecco come un fallimento si è trasformato in un’occasione di rivincita, se pure a distanza di molti anni.

J.K. Rowling

Che tu sia o meno un amante dei libri della saga di Harry Potter (io non lo sono…), c’è da ammettere che la sua autrice è una delle scrittrici più famose, ricche e di successo al mondo!

Eppure, J.K. Rowling non ha sempre avuto la strada spianata. In un discorso ai neolaureati di Harvard del 2008, ha raccontato come ai tempi dell’università era tutt’altro che la donna di successo che sarebbe diventata a distanza di anni!

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A quei tempi, si considerava “il più grande fallimento che lei stessa conoscesse”. Senza lavoro, con un matrimonio lampo alle spalle e una figlia da crescere da sola, e il dubbio di aver scelto una facoltà che non le garantisse futuro (Lettere classiche).

Eppure, qualcosa le permise di uscire da quella situazione di disagio. La sua determinazione e la convinzione di aver intrapreso l’unica strada che considerava giusta per lei.

Ecco un piccolo estratto del suo discorso motivazionale, che dovrebbe ispirarti a perseguire a lavorare per raggiungere ciò in cui credi!

Perché parlare dei benefici del fallimento? Semplicemente perché fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza. […] Ero finalmente libera perché la mia più grande paura si era davvero avverata, ed ero ancora viva, e avevo già una figlia che ho adorato, e avevo una vecchia macchina da scrivere e una grande idea. E così, concrete basi divennero solide fondamenta su cui ricostruire la mia vita.

Albert Einstein

Albert Einstein può essere considerato il genio fatto a persona per eccellenza. Le sue teorie hanno cambiato la storia della fisica moderna ed è noto ai più per la famosa teoria della relatività (oltre che per la sua linguaccia).

Eppure, non tutti sanno che Einstein non parlò fino ai 4 anni di età e non fu in grado di costruire una frase completa fino ai 9!

I problemi non finirono con il superamento dell’età fanciullesca. All’età di 16 anni sostenne l’esame di ammissione presso il Politecnico federale di Zurigo. Il risultato complessivo non fu considerato sufficiente (non certo per colpa della matematica) e fu rimandato a completare gli studi secondari!

Evidentemente, come tutti noi, anche un genio come lui aveva dei punti deboli. Quindi, la prossima volta che dovrai usare la matematica, ricorda questa sua citazione:

Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica; posso assicurarti che le mie sono ancora maggiori.

Thomas Edison

Il nome di Thomas Edison è indissolubilmente legato all’invenzione della lampadina. In realtà, fu uno straordinario inventore, avendo messo la firma su oltre 1.000 brevetti!

Eppure, prima di arrivare al successo con il primo prototipo di lampadina commercializzabile, Thomas Edison impiegò circa 10.000 tentativi!

Pensa se a un certo punto, dopo l’ennesimo fallimento, si fosse stufato e avesse mollato tutto!

Invece, ha continuato imperterrito per la sua strada, determinato e convinto di poter arrivare a un prototipo che gli avrebbe permesso di cambiare il mondo!

Quindi, la prossima volta che ti capiterà di sbagliare qualcosa, pensa a Edison e a queste sue parole:

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.

Michael Jordan

Nella nostra carrellata di fallimenti famosi non possono di certo mancare gli sportivi!

Come non considerare, allora, il giocatore di basket più forte e conosciuto di tutti i tempi: Michael Jordan!

Sebbene il talento cristallino di MJ non sia stato mai messo in discussione e fu chiaro fin dai tempi in cui era solo un adolescente, un episodio nel corso della sua vita avrebbe potuto cambiare la storia del basket!

A soli 15 anni, dopo aver giocato due anni nelle giovanili del liceo che frequentava, tentò il salto in prima squadra.

Nonostante le sue doti non fossero in discussione, il coach del team non lo accettò perché era troppo…basso! In effetti, a quell’età aveva un’altezza inferiore ai 180cm, cosa che lo rendeva ineleggibile per la prima squadra!

Per Jordan fu una grandissima delusione, convinto di essere già pronto per “giocare coi grandi”. Ancora una volta, pensa se si fosse fatto prendere dallo scoramento e avesse pensato di lasciare il basket…

Invece, continuò ad allenarsi per farsi trovare pronto quando anche la sua fisicità sarebbe stata in linea con il suo talento innato. Come andarono a finire le cose, fa parte della storia di questo sport.

E, a proposito di fallimento, ecco la sua teoria sul perché fallire è necessario per arrivare al successo…

Nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.

Walt Disney

Ecco un altro nome che viene spesso citato quando si parla di fallimenti famosi!

Alzi la mano chi non ha mai visto un cartone Disney quando era bambino! E’ praticamente impossibile trovare qualcuno che non si sia fatto incantare dalla magia dei personaggi creati da quest’uomo!

Eppure, all’inizio della sua carriera lavorativa, Walt Disney fu licenziato dal suo ruolo di disegnatore di fumetti per un giornale con la seguente motivazione: “mancanza di idee e immaginazione”.

Sarà stato completamente pazzo il suo datore di lavoro o il buon Walter a quei tempi non aveva ancora tirato fuori tutte le potenzialità che gli avrebbero permesso di creare l’impero dell’animazione che oggi conosciamo?

Il dubbio rimane…così come una delle più belle citazioni di Walt Disney:

Se puoi sognarlo, puoi farlo

Robert Downey Jr

Rimanendo in ambito hollywoodiano, Robert Downey Jr negli ultimi anni è diventato l’idolo di grandi e piccini grazie alle interpretazioni di personaggi di successo come Sherlock Holmes e, soprattutto, Iron Man.

Eppure, io che ho superato abbondantemente i 30 anni, me lo ricordo in un sacco di film anni ’90.  Ma poi, è sparito!

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Devi sapere che a cavallo dei due secoli, Downey Jr ha avuto molti problemi con la giustizia, finendo arrestato più volte per possesso di droga e guida in stato di ebbrezza.

Tali comportamenti portarono al suo licenziamento dalla serie di successo Ally McBeal, oltre che l’allontanamento da altri ruoli minori in cui era impegnato all’epoca.

Tutto ciò avrebbe potuto portarlo alla rovina. Invece, dopo un lungo periodo di riabilitazione, il nostro eroe è tornato alla grande con i ruoli sopra citati e, ad oggi, è uno degli attori più famosi e pagati al mondo!

Una bella soddisfazione, dopo anni di fallimenti personali, che avrà festeggiato con…

Due Vodka Martini, molto secchi, molte olive e molto in fretta, uno con succo di oliva

Stephen King

Dopo J.K Rowling, introduciamo nella rubrica di fallimenti famosi un altro pezzo da 90 della letteratura mondiale.

Stephen King è forse il più famoso tra gli scrittori del genere horror: ha scritto più di 50 romanzi che hanno venduto complessivamente oltre 350 milioni di copie in tutto il mondo.

Eppure, il suo successo inizia da un fallimento: si narra, infatti, che il suo primo romanzo (Carrie) fu rifiutato per 30 volte da case editrici varie.

Disperato, Stephen King decise di gettare il manoscritto nella spazzatura. E’ solo grazie alla moglie, che recuperò il manoscritto e continuò a incoraggiare il marito perché insistesse, che oggi King è il re dell’horror! 😉

Quando si dice: dietro un uomo di successo c’è una grande donna!

Sylvester Stallone

Ecco un’altra storia che ha fatto scuola nell’ambito dei racconti di fallimenti famosi!

Per la serie quando la determinazione è tutto, ecco la storia di Sylvester Stallone detto Sly.

Si dice che l’ispirazione per scrivere la storia del pugile Rocky Balboa lo colse all’improvviso. Mentre assisteva a un incontro tra il mitico Muhammad Ali e un pugile sconosciuto ai più, un certo Wepner.

Un’ispirazione tanto fulminea che scrisse la prima bozza di sceneggiatura in soli 3 giorni. Quello che non aveva considerato è che sarebbe stata rifiutata decine di volte, finché riuscì a piazzarla alla MGM.

Tutto risolto? Nient’affatto! Sly pretendeva che la parte del protagonista principale fosse sua. Niente di male se non fosse che, fino a quel momento, Stallone aveva solo recitato come comparsa in film semi-sconosciuti.

Ancora una volta, la sua determinazione e la voglia di farcela, gli permisero di ottenere il contratto con la MGM!

Nessuno può colpire duro come fa la vita. Perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti! Così sei un vincente!

Henry Ford

Continuando la serie dei personaggi “più determinati che talentuosi”, un altro caso di studio interessante è sicuramente quello del fondatore dell’omonima casa automobilistica americana: Henry Ford.

Ford era ricordato come una persona profondamente testarda e determinata. Queste caratteristiche gli permisero di evitare di farsi influenzare dalla sua povera istruzione.

Anzi, fu in grado di costruire un impero che cambiò per sempre l’industria automobilistica moderna. Tuttavia, i primi due tentativi imprenditoriali di Ford furono un grande fallimento.

La Detroit Automobile Company prima e la Henry Ford Company dopo, dovettero chiudere i battenti prima che il suo fondatore potesse anche solo annusare il successo.

Invece di mollare tutto, Ford fece centro al terzo tentativo, fondando la casa automobilistica che ancora oggi è tra le più importanti e innovative del settore.

Tra le citazioni di Henry Ford che preferisco c’è senza dubbio questa:

Chi ha paura degli insuccessi limita le sue attività. L’insuccesso è semplicemente un’opportunità per iniziare di nuovo, questa volta in modo più intelligente

Colonnello Harland Sanders

Se il nome è sconosciuto ai più, sicuramente la simpatica vignetta ti farà venire in mente che stiamo parlando del creatore del marchio KFC (che sta per Kentucky Fried Chicken).

Qualche giorno fa ero in un grandissimo e nuovissimo centro commerciale alle porte di Milano e mi sono imbattuto in una fila infinita di persone…

Convinto che fossero tutti in fila per farsi autografi e selfie con l’attore di soap opera di turno, ho scoperto mio malgrado che le 2 ore di fila erano in realtà per mangiare…pollo fritto!

Ebbene, KFC è una catena molto nota fuori dai nostri confini che fino a qualche tempo fa, come altri marchi illustri (leggi Starbucks), non aveva ancora messo piede in Italia.

Così, incuriosito, ne ho voluto sapere di più e ho scoperto che tal colonnello Sanders – che nella sua vita aveva fatto di tutto e, ovviamente, anche il cuoco – partorì il concept del pollo fritto in scatole di carta alla veneranda età di 62 anni.

La cosa bella è che, prima di trovare qualcuno che credesse nella sua idea, ricevette più di 1.000 rifiuti. Roba che, a quell’età, avrebbe potuto rimpiangere di non aver passato il suo tempo con i nipotini!

Invece, ha continuato imperterrito e il risultato è che oggi c’è chi fa ore di fila per mangiare il suo pollo fritto! 😉


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